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"La filosofia (...) diminuendo il nostro senso di sicurezza nei riguardi delle cose come sono, aumenta grandemente la nostra conoscenza di come possono essere."
B. Russell, I problemi della filosofia, 1912


"Con il concetto di libertà disponiamo di un concetto guida per l'interpretazione della vita. Il mistero stesso del divenire non ci è accessibile: resta perciò una supposizione – per me personalmente una solida ipotesi –, che già il principio che fonda il passaggio dalla sostanza inanimata a quella vivente sia una tendenza caratterizzabile in questo senso nelle profondità dell'essere stesso. Ma il ricorso a tale concetto si mostra però immediatamente adeguato per la descrizione della struttura vivente più elementare. (...) La nostra prima osservazione concerne la natura per così dire in tutto e per tutto dialettica della libertà organica, ossia il fatto che essa sia in una condizione di equilibrio con la corrispondente necessità che le è indissolubilmente connessa come fosse la sua ombra e che quindi ritorna, come ombra accresciuta, a ogni livello nell'ascesa a gradi superiori d'indipendenza. Questo duplice aspetto si trova già nel modo d'essere originario della libertà organica, nel metabolismo in quanto tale, che designa da un lato una facoltà della forma organica, ovvero quella di «ricambiare» la sua materia, ma al contempo anche la sua ineludibile necessità di fare proprio ciò. Il suo «può» è un «deve», in quanto il suo compimento coincide con il suo essere. (...) Così la sovranità della forma rispetto alla sua materia è allo stesso tempo il suo essere sottomessa al bisogno che ha di essa. Questo esser-bisognoso, che è totalmente estraneo all'essere autosufficiente della mera materia, è una caratteristica della vita non meno unica del suo potere, di cui rappresenta solamente il rovescio della medaglia: la sua stessa libertà è anche la sua peculiare necessità. Questa è l'antinomia della libertà alle radici della vita e nella sua forma più elementare, quella del metabolismo."
Hans Jonas, Organismo e libertà. Verso una biologia filosofica, 1994

Berlusconi, Grillo e Renzi secondo Massimo Recalcati




Nella puntata di ieri, sabato 12 aprile, di Che tempo che fa lo psicoanalista Massimo Recalcati è stato invitato da Fabio Fazio a interpretare i leader politici presenti sulla scena politica italiana.
Il discorso che ha fatto mostra, secondo me, quanta forza abbia ancora il punto di vista psicoanalitico se usato come chiave di lettura per comprendere l'attualità (al di là del problema se la psicoanalisi sia veramente una scienza).
Riassumo brevemente quello che ricordo del suo discorso, anche al fine di aggiungere elementi al percorso che ho iniziato su questo blog di "ricostruzione" della filosofia di Renzi e di Grillo.
Recalcati ha cominciato cercando di definire il carisma dei leader politici in generale, sostenendo che va al di là della forza logico-argomentativa e consiste nella capacità di far vibrare i loro discorsi toccando corde profonde nell'ascoltatore, corde inconsce, simboliche, archetipiche.
Berlusconi ha incarnato il fantasma della libertà, ma assunta senza responsabilità.
Grillo incarna il fantasma della purezza, per cui ogni forma di mediazione politica - e la politica è essenzialmente arte/scienza della mediazione - viene rifiutata, anche pagando il prezzo di privare di ogni consistenza progettuale il contenuto di sogno/visione trasformatrice che pure alle origini il movimento di Grillo ha avuto.
Renzi incarna il fantasma del figlio, e lo fa su un doppio registro: è sia Edipo sia Telemaco. In quanto Edipo Renzi rappresenta (con la dinamica della rottamazione) la volontà del parricidio, ma (per fortuna) è anche Telemaco, cioè si assume la responsabilità di andare attivamente a cercare il padre assente.
Sul complesso di Telemaco Recalcati ha scritto un libro che occorre leggere, oltre che per l'interesse intrinseco (il rapporto tra generazioni nella nostra epoca) per capire meglio il lato positivo che vede nella figura di Renzi.
Su YouTube sono reperibile alcuni interventi di Recalcati analoghi a quello qui ricordato.
Su Renzi: Psicodinamica del "Rottamatore"
Su Grillo: Padre nostro, dove sei?

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