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"La filosofia (...) diminuendo il nostro senso di sicurezza nei riguardi delle cose come sono, aumenta grandemente la nostra conoscenza di come possono essere."
B. Russell, I problemi della filosofia, 1912

Il concetto di INFINITO: ambiguità e circolarità del suo significato

La mappa concettuale dei concetti vicini a quello di infinito mostra come vi sia un'ambiguità radicale nel significato di questo concetto.

Vi sono due modi distinti e opposti di intenderlo:

1) Infinito come qualcosa di INCOMPIUTO: se non ha fine, se non ha limiti, sempre ALTRO si può aggiungere, quindi NON E' TUTTO. Da qui si perviene al concetto di MANCANTE, quindi di IMPERFETTO.

2) Infinito come TOTALITA': se è infinito, non c'è ALTRO che possa limitarlo, quindi è TUTTO. (Dal concetto di TUTTO si può arrivare a quelllo di INFINITO ragionando così: se fosse finito sarebbe limitato da ALTRO, ma allora non sarebbe il tutto, quindi deve essere infinito). Da qui si arriva al concetto di COMPIUTO, quindi di PERFETTO.

Ma "compiuto" rimanda a FINITO, quindi a LIMITATO. Ma se se qualcosa è limitato deve esserci ALTRO che lo limita, quindi non può essere il TUTTO. La seconda strada quindi rimanda all'opposto della sua origine, e infine ricade quindi nella prima (INCOMPIUTO, ecc.).

I due modi distinti  di intendere l'infinito, quindi, in fondo si ricollegano circolarmente: pur essendo opposti si richiamano reciprocamente.

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