7 dicembre 2018

Oscillare tra fissità e mobilità della mente






Paul Klee raccomandava la mobilità dell'occhio.  Si può comprendere e apprezzare questo suo consiglio se pensiamo che anche quando osserviamo un volto, ad esempio, per coglierne l'insieme i nostri occhi devono soffermarsi su una molteplicità di singoli punti, passando velocemente da una zona a un'altra e di fatto si concentrano maggiormente intorno all'area degli occhi e della bocca, zone più significative per cogliere l'espressione.

Un consiglio analogo si potrebbe proporre per la mente. Lasciare la mente libera di associare, di muoversi seguendo i suoi percorsi associativi. Questo può aiutare a mantenere un contatto maggiore con tutto l'insieme di noi stessi. Esempio: mentre svolgo i gesti mattutini che sono abitudinari (fare pipì, fare il caffè, preparare la colazione, radersi la barba...) lascio vagare la mente e mi ricordo che ho promesso a mia madre di mandarle un messaggio di mattina per avvisarla che il viaggio di ieri sera è andato bene.
     Questo consiglio sembra però contrastare con un altro consiglio importante, che nella mia esperienza faccio risalire a Bertrand Russell, nel suo libro La conquista della felicità. Russell raccomandava la disciplina mentale, ossia il pensare a ciò che si sta facendo, il concentrarsi di volta in volta sulle singole azioni che si stanno compiendo (oppure, se concentrati su problemi astratti, interrompere le altre azioni).
     Il consiglio sulla mobilità della mente sembra contrastare anche con un altro consiglio, di carattere più "esistenziale", ossia quello di concentrare i propri sforzi verso un unico obiettivo (o almeno uno per volta); specializzarsi in qualcosa; innamorarsi di un problema e lavorare solo su quello, in modo da diventare esperti, padroneggiarlo...
     Esercitare una disciplina mentale e incanalare le proprie energie in poche fondamentali direzioni sono certamente raccomandazioni preziose rispetto allo scopo di risparmiare tempo e ottenere risultati, sono consigli volti ad un'azione efficace. Ma anche una mente libera di seguire i percorsi irregolari dell'inconscio può rivelarsi estremamente utile ed efficace, ad esempio nell'evitare omissioni involontarie, nell'arricchire le nostre azioni con il tesoro di esperienze pregresse, nel suggerire strade alternative per affrontare gli stessi problemi a cui ci dedichiamo con disciplina.

Sintetizzando le due strade, il consiglio può essere quello di alternare l'atteggiamento mentale dell'attenzione concentrata a quello della "mobilità passiva" (passiva nel senso di non finalizzata preventivamente a uno scopo). Questa alternanza è a sua volta una forma di mobilità, ma potremmo dire una mobilità di secondo livello rispetto a quella di base, ossia una mente lasciata libera di seguire il suo flusso.

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