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"La filosofia (...) diminuendo il nostro senso di sicurezza nei riguardi delle cose come sono, aumenta grandemente la nostra conoscenza di come possono essere."
B. Russell, I problemi della filosofia, 1912


"Con il concetto di libertà disponiamo di un concetto guida per l'interpretazione della vita. Il mistero stesso del divenire non ci è accessibile: resta perciò una supposizione – per me personalmente una solida ipotesi –, che già il principio che fonda il passaggio dalla sostanza inanimata a quella vivente sia una tendenza caratterizzabile in questo senso nelle profondità dell'essere stesso. Ma il ricorso a tale concetto si mostra però immediatamente adeguato per la descrizione della struttura vivente più elementare. (...) La nostra prima osservazione concerne la natura per così dire in tutto e per tutto dialettica della libertà organica, ossia il fatto che essa sia in una condizione di equilibrio con la corrispondente necessità che le è indissolubilmente connessa come fosse la sua ombra e che quindi ritorna, come ombra accresciuta, a ogni livello nell'ascesa a gradi superiori d'indipendenza. Questo duplice aspetto si trova già nel modo d'essere originario della libertà organica, nel metabolismo in quanto tale, che designa da un lato una facoltà della forma organica, ovvero quella di «ricambiare» la sua materia, ma al contempo anche la sua ineludibile necessità di fare proprio ciò. Il suo «può» è un «deve», in quanto il suo compimento coincide con il suo essere. (...) Così la sovranità della forma rispetto alla sua materia è allo stesso tempo il suo essere sottomessa al bisogno che ha di essa. Questo esser-bisognoso, che è totalmente estraneo all'essere autosufficiente della mera materia, è una caratteristica della vita non meno unica del suo potere, di cui rappresenta solamente il rovescio della medaglia: la sua stessa libertà è anche la sua peculiare necessità. Questa è l'antinomia della libertà alle radici della vita e nella sua forma più elementare, quella del metabolismo."
Hans Jonas, Organismo e libertà. Verso una biologia filosofica, 1999 (ed.orig. 1973)

L'omosessualità: una variante dello sviluppo


Nel 2007 insegnavo al Liceo Falcone e Borsellino di Arese. A un certo punto girava voce che un professore andasse dicendo in classe, agli studenti, che l'omosessualità è una malattia. Cominciammo a parlare, con un gruppo di colleghi, e decidemmo di fare qualcosa per contrastare l'azione dannosa di questo professore. Il risultato fu la stesura di un testo che venne pubblicato sul giornalino scolastico con le firme di tutti i professori che ne condividevano il contenuto:


Nel lavoro preparatorio per arrivare a questo testo andai a guardarmi la posizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità riguardo all'omosessualità.

Un altro documento interessante è la risoluzione sulla parità di diritti per gli omosessuali  nella comunità, approvata dal Parlamento europeo neo 1994.


Di recente è uscito un libro nella collana Farsi un'idea del Mulino che fa il punto sulle concezioni più aggiornate e scientificamente fondate riguardo all'omosessualità. Lo segnalo al primo posto nella seguente lista di libri sull'argomento. 


Sono inoltre disponibili in rete tre testi molto chiari ed esaurienti, che trattano l'omosessualità, la varianza di genere e il dibattito sulla cosiddetta "teoria del gender", che ho segnalato in tre post successivi a questo:

Il "genere". Una guida orientativa
Gender. Che cos'è... e cosa non è (pensato per i giovani)
Sei sempre tu. Guida informativa per adulti su omosessualità e varianza di genere





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