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"La filosofia (...) diminuendo il nostro senso di sicurezza nei riguardi delle cose come sono, aumenta grandemente la nostra conoscenza di come possono essere."
B. Russell, I problemi della filosofia, 1912

Qualcosa non esiste!!


Finalmente ho trovato un autore col quale, in ontologia, sento un'affinità. E' Francesco Berto, il quale sostiene:
"La tesi secondo cui qualcosa non esiste non è soltanto intuitiva: io penso che sia anche, e soprattutto, vera. E la sua avversaria, la tesi secondo cui tutto esiste, oltre ad essere, secondo me, falsa, è un'ovvietà di senso comune solo per il senso comune dei filosofi (...)."
(F. Berto, L'esistenza non è logica. Dal quadrato rotondo ai mondi impossibili, Laterza 2010)

In altri termini, Berto sostiene che l'esistenza è un predicato: il fatto che qualcosa sia o non sia reale fa una bella differenza, quindi fa parte delle caratteristiche di un oggetto anche il suo essere o meno parte del mondo spazio-temporale.

"Naturalmente esistono gli elefanti ma non gli unicorni - si dirà - né i quadrati rotondi, ma ciò non significa che unicorni e quadrati rotondi siano cose che non esistono. Significa semplicemente che non esistono cose del genere." scriveva Varzi nel suo manuale di ontologia.

L'alternativa quindi oggi sembra essere fra chi sostiene (e sono la maggioranza dei filosofi) che non esistono cose inesistenti (del resto essendo inesistenti come potrebbero esistere?) e fra chi sostiene che esistono cose inesistenti, o meglio che qualcosa non esiste.

Secondo me è importante marcare una distinzione forte fra ciò che è solo frutto dell'immaginazione (popolare, artistica, metafisica, pseudoscientifica, religiosa), e ciò che invece non lo è, e quindi esiste.
Altrimenti si rischia di sostenere che alcune cose esistono realmente solo perché se ne parla da tantissimo tempo, tutti ne parlano eccetera (vedi Dio e cose analoghe, come il Diavolo, il Paradiso...).

cfr in questo blog:
http://giulionapoleoni.blogspot.com/2008/10/esiste-un-predicato.html

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